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lunedì 14 gennaio 2008

Hовъ Turgenev: Terra Vergine

Hовъ (pronuncia: Nòv) in russo sta ad indicare la Terra Vergine, quella appena arata, che ha il tipico odore degli spazi senza fine e dei campi incolti. Hовъ è una parola che io adoro, come la terra, in cui ogni tanto avverto il bisogno di infilare le mani, ed è anche un romanzo che mi ha stregata, opera di un Russo ovviamente, con la R maiuscola per altro, perchè " Terra Vergine", per l'appunto è un'opera di Ivan Sergeevič Turgenev, conosciuto più probabilmente per un'altro dei suoi capolavori: "Padri e Figli". Descriverne in breve il contenuto non è semplice, poichè esso va a collocarsi nell'ambito di quelli che sono definiti i romanzi rivoluzionari, che trattano la causa del populismo e del periodo degli attentati, che in Russia culminarono con l'uccisione dello Zar Alessandro II nel 1881.
Turgenev non fu solo uno scrittore dalla prosa elegante, ammirato da Flaubert, Daudet, Maupassant e George Sand. Egli si interessò alle condizioni del suo Paese, agli ideali e ai pensieri degli studenti. Aveva seguito per molto tempo le diatribe tra Slavofili (che volevano un rinnovamento del Paese mantenendo forte la loro identità russa) ed Occidentalisti (favorevoli ad un rinnovamento adottando come modello di riferimento l' Europa), conservatori, radicali, liberali, realisti e visionari. La situazione politica di metà Ottocento era in Russia a dir poco tragica: la burocrazia ed il clero avevano separato ulteriormente l'Intellighenzia dal Popolo. Il confronto col Vecchio Continente aveva mostrato al Paese la sua arretratezza in ogni campo. Il regime poi, con le sue regole, aveva permesso la genesi dell'Uomo Superfluo, eroe della letteratura di protesta. Il senso di rabbia per la situazione popolare e per la degradazione della Russia si riversavano ove la censura non era ancora intervenuta: l'arte e la letteratura, che assumevano un carattere decisamente politico.
Turgenev conobbe Herzen e Bakunin e condivise con essi l'odio per le forme di asservimento e di ingiustizia, ma non ruscì mai ad aderire ad una dottrina ideologica. Rimase un realista: populismo, collettivismo, socialismo gli si rivelavano come entità astratte. Vedeva in Herzen un compagno di baldorie, ma politicamente lo considerava un uomo disilluso dal fallimento della Rivoluzione del 1848, che cercava un'altra fede da seguire e che era convinto di trovarla nel popolo russo.
Protagonista di Terra Vergine è Neždanov, un giovane rivoluzionario che muore suicida perchè ne il suo carattere, ne le sue origini borghesi gli permettono di adattarsi alla disciplina di una organizzazione rivoluzionaria, al contrario di Marianna, una donna totalmente dedita alla causa, che si innamorerà di lui. Egli è troppo evoluto e complesso per inserirsi in tali organizzazioni; ci prova ma fallisce, come Turgenev, perchè non sa semplificarsi. Sul filo delle contraddizioni politiche e sociali, nell'attesa dell'apocalisse rivoluzionaria che modificherà l'assetto economico-sociale, si sviluppa una delicatissima storia d'amore tra questi due giovani diversi tra loro, che da un sapore del tutto particolare a questo bellissimo romanzo, figlio dei suoi tempi, cronaca di un contesto che doveva evolversi in qualche modo, romanzo che merita di essere indubbiamente letto con la stessa passione con cui fu messo su carta dall'autore, che non vuole dipingere dei Rivoluzionari ma dipingerli per quello che essi sono: realisti, istruiti, educati e portatori di idealismo astratto che li separa dal popolo, degli Amleti che vorrebbero diventare dei Don Chisciotte.
(Appunti presi durante le lezioni della Dott. De Giorgi sul testo di Isaiah Berlin; "Il riccio e la Volpe": Padri e Figli: Turgenev e il dilemma liberale).

Per un assaggio dell'opera:
http://www.biblio-net.com/lett_stra/traduzioni/turgenev-terra.htm

4 commenti:

kabalino ha detto...

grazie per la lezione di storia e letteratura, tanto le amo entrambe...terra vergine mi manca (ancora per poco) :)

Anonimo ha detto...

e sono felice che sia servita a qualcosa :) Spero ti piaccia :) è un libro molto particolare, non so nemmeno dirti se è bello o brutto, che noi russisti per militanza diciamo che la "nostra" letteratura è tutta bella ;)
Fammi sapere, bacio :)

kabalino ha detto...

Fai bene a difendere la categoria...e che caspita...l'anteprima mi ha invogliato a leggerlo tutto...ti farò sapere...ho la fissa per bulgakov ma pure turgenev non mi dispiace :)

Anonimo ha detto...

Assolutamente d'accordo con lei. In questo nulla in vi e credo che questa sia un'ottima idea.
Assolutamente d'accordo con lei. Ottima idea, condivido.